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ProgettAzioni con i C.A.G.  

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coordinamento
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04/02/2020 7:57 am  

 

«I Centri di Aggregazione Giovanile (CAG) sono nati in attuazione del Fondo nazionale d’azione per l’infanzia e l’adolescenza, Legge 285/97 che si è proposta come uno dei primi grandi cambiamenti nel sistema delle politiche sociali italiane inquadrando le azioni per l’infanzia e l’adolescenza come pezzo portante delle politiche per la cittadinanza. I CAG sono luoghi di aggregazione in grado di fungere sia da “osservatorio” per la raccolta e l’analisi dei bisogni giovanili, sia da “laboratorio formativo” per rendere i ragazzi protagonisti consapevoli e responsabili della grammatica sociale comunitaria. I CAG che Il Quadrifoglio gestisce sono stati costituiti a partire dal 2000 grazie al progetto L’Ombelico del mondo. Relazioni, progetti e viaggi… nei paraggi che coinvolgeva i Settori Educativi, Sociali, Culturali e Urbanistici dei 12 Comuni dell’ambito territoriale orvietano, le Scuole elementari e medie, l’Asl e un vasto arcipelago di associazioni. Ad oggi nei Comuni dell’orvietano funzionano 7 CAG: Ultima Spiaggia di Fabro/Monteleone (nato nel 2000, fascia d’età dei frequentanti: 11-20 anni); Senza Parole di Ficulle (nato nel 2000, 13-25 anni circa); Centro delle Idee Multi Creative di Allerona/Castel Viscardo (nato nel 2000: 11-20 anni circa); Lo Squalo di Castel Giorgio (nato nel 2000, 11-18 anni circa); Freigeist di Montegabbione (nato nel 2001, 10-16 anni circa); Boom di Porano (nato nel 2003, 10-18 anni circa), G.R.M. di Monterubiaglio (nato nel 2005, 6-12 anni circa). Nell’insieme rappresentano un prodromo di agenzia per lo stimolo culturale e la costruzione di cittadinanza in un territorio vasto e frammentato caratterizzato da dispersione abitativa, carente trasporto pubblico, ricambio generazionale che nei piccoli comuni e frazioni può essere repentino. In alcuni Comuni, l’attività dei C.A.G. si sostiene a vicenda con quella delle Biblioteche comunali». (Trame di Comunità, Cornice metodologica)

Nel corso della discussione sono emerse esperienze e riflessioni sul ruolo dei C.A.G. di notevole interesse, da considerare spunti, di metodo e di contenuto per la progettazione:

- Montegabbione e Monteleone pongono in relazione la ricerca sulla memoria dei luoghi e il livello del senso di appartenenza al locale con la capacità di accoglienza e di integrazione che si è manifestata verso i gruppi tedeschi, albanesi e olandesi di nuovo insediamento (si è organizzata per varie edizioni la Festa dei Popoli;

- la capacità aggregativa dei G.A.G. si deve all’abilità, alla creatività e all’autonomia degli operatori insieme alla capacità di interlocuzione a livello organizzativo con i comuni, le biblioteche, le scuole, la Protezione civile. Ogni C.A.G. è originale e, al contempo, consapevole di far parte di un’organizzazione comprensoriale (Meeting dei C.A.G);

- le iniziative e i laboratori di “sport integrato” si danno come opportunità di scoperta dei patrimoni territoriali;

- i laboratori di teatro e cultura teatrale mostrano una buona attrattività dell’interesse dei ragazzi (egemonizzato dai cellulari) e delle famiglie (sempre più impegnate ad occupare il tempo libero con corsi sportivi e culturali);

- i C.A.G. pensati come strutture di animazione culturale dei comuni periferici danno indicazioni sulla realizzazione di un analogo ad Orvieto (è il Community Hub?);

- bisogna coinvolgere i ragazzi per la diagnostica preliminare e la coprogettazione: parlare con i rappresentanti degli istituti scolastici, chiedere ospitalità ai “gruppi di parola” e di peer education, altro...

 


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