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Valdipaglia
(@valdipaglia)
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02/02/2020 2:46 pm  

 

Con l’espressione Parco del Paglia non si vuole indicare un ente, una istituzione che pongano o facciano rispettare una serie di vincoli per la fruizione o l’utilizzo del fiume. Già ci sono; e anche gli esempi territorialmente più prossimi di “valorizzazione” del territorio, il Parco fluviale del Tevere e il Sistema Territoriale di Interesse Naturalistico e Ambientale (STINA) stanno a testimoniare la complessità e le criticità di un approccio “burocratico” all’ambiente. Un “fuori scala” per Trame di Comunità.

Però le mobilitazioni e l’attivismo successivi alla “Piena” del Paglia del novembre 2012 hanno posto le condizioni per la nascita di una rete di associazioni chiamata Accordo per il Paglia che ha condotto varie iniziative di sensibilizzazione, di monitoraggio degli interventi cosiddetti di mitigazione del rischio, di presentazione delle istanze di cittadinanza a livello politico e di progettazione partecipata. E anche progetti di riqualificazione in corso finanziati dal Comune di Orvieto e dal Piano di Sviluppo Rurale. Questa rete di associazioni ha formalizzato un Patto di collaborazione con il Comune di Orvieto in attuazione del Regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni che può essere sviluppato. Infine, coordina il tavolo sulla fruizione del Contratto di Fiume per il Paglia.

Nel tratto urbano dell’alveo del Paglia accanto a zone in sofferenza e a rischio degrado ci sono una serie di impianti che presi ognuno per sé pongono questioni relative ai costi di manutenzione e gestione. Nell’insieme e in un’ottica di gestione condivisa di beni comuni riescono invece ad essere un polo per lo sport “di cittadinanza” in grado di orientare positivamente una fruizione consapevole dell’alveo che dal suo tratto urbano può, estendendoci verso monte e verso valle interessare molte parti del reticolo idrografico in parte già innervato da una rete sentieristica rurale.

La fruizione matura del bene comune fiume Paglia comporta consapevolezze sulla qualità dell’ambiente e i processi coevolutivi legati alle sue peculiarità ecologiche e agli interventi antropici. Nel linguaggio delle discipline naturalistiche si parla di “paesaggi ecologici” e di “funzioni ecosistemiche”. La prospettiva di TdC doverbbe riuscire a comprendere il senso del riconoscimento delle peculiarità di un’era della storia del pianeta che ormai viene definita “Antropocene”. A questo scopo si ritiene utile calibrare l’approccio ecomuseale realizzato per l’Ecomuseo degli Etruschi e per quello del Trasimeno Orvietano.


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coordinamento
(@coordinamento)
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Registrato: 2 mesi fa
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06/02/2020 7:32 am  

"L’esondazione del fiume Paglia ad Orvieto Scalo e Ciconia nel novembre 2012 è concordemente ritenuto l’evento che è stato capace di scuotere i residenti da una rassegnata abitudine a vivere il graduale degrado delle periferie e di attivare forme di resilienza comunitaria di un qualche rilievo. Da quella data è possibile individuare una serie di attività sul patrimonio territoriale, sul bene comune costituito dagli ambienti di reciproca interpenetrazione tra il rurale, il fluviale e l’urbanizzato, che hanno le caratteristiche comuni della riappropriazione fruitiva dei luoghi, dell’incremento del decoro, del cambio di uso e dunque di percezione da parte dei residenti, della rigenerazione.

Seppure le varie iniziative abbiano avuto livelli di consapevolezza e capacità di impatto eterogenei, si puo' dire che, sopratutto ad Orvieto scalo, si è realizzato un informale “laboratorio urbano” di cui è possibile individuare una data di nascita. Infatti, il 6 marzo del 2014 si è costituito l’Accordo delle associazioni per il Parco del Paglia che si è rivelato uno strumento di partecipazione capace di dare orizzonte politico alla resilienza spontanea di alcune associazioni locali.

Grazie anche alla capacità di rappresentanza e di pressione di questa rete e alle competenze professionali messe in gioco:

- il Comune di Orvieto decide di intervenire per riqualificare l’alveo del Paglia con il Programma di recupero urbano e sviluppo sostenibile del territorio (Prusst);

- il Comune di Orvieto presenta la proposta di progetto Riqualificazione, tutela e valorizzazione del paesaggio Sud-Ovest Orvietano per la sua fruizione e per lo sviluppo: rupe valle. Anelli di Vertumno sulla sottomisura 7.6.2 del Programma di Sviluppo Rurale per l’Umbria 2014-2020 che viene finanziata;

- attraverso l’associazione Val di Paglia bene comune, l’ Accordo di associazioni per il parco del Paglia è tra i firmatari del Manifesto per il Contratto di fiume per il Paglia (novembre 2014) ed è oggi responsabile del tavolo Fruizione, cittadinanza attiva per la tutela e lo sviluppo del patrimonio territoriale. Con tale qualifica ha prodotto documenti e schede progettuali per la sistemazione a Parco agricolo e fluviale del reticolo idraulico, dei sentieri rurali e delle sommità arginali, degli impianti sportivi e degli orti urbani che insistono nel tratto urbano del fiume promuovendo varie iniziative di sensibilizzazione. Si sottolinea che il Parco, con il suo reticolo ciclopedonale, riconnetterebbe la parte valliva della città con quella rupestre, collegherebbe i due poli sportivi e il polo scolastico e sarebbe lo snodo per escursioni ambientali e trekking verso le vicine zone di pregio naturalistico di Villalba a Nord e del Parco del Tevere (Oasi di Alviano) a Sud. Il Parco sarebbe cioè una scelta urbanistica in grado rigenerare tutta la parte moderna di Orvieto, anche per la contemporanea ricollocazione della stazione ferroviaria a scambio intermodale di passeggeri.

Vista l’esperienza altalenante per quanto riguarda riconoscimenti e risultati della progettazione partecipata, tra l’Accordo per il Parco del Paglia e il Comune è stato sottoscritto il Patto di collaborazione per la partecipazione al rilievo della qualità dell’abitare, alla riqualificazione ecosistemica (ambientale e urbana), alla cura, rigenerazione e gestione dei beni comuni della città di Orvieto e del territorio. Tale atto si inquadra come misura attuativa del Regolamento per la cura e la gestione condivisa dei beni comuni del Comune di Orvieto. Dovrebbe dar vita alla sistematica collaborazione tra terzo settore e amministrazione locale sui temi della diagnostica e della progettazione partecipata e del co-design di servizi e riqualificazioni." (Trame di Comunità, Cornice metodologica)

 


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