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coordinamento
(@coordinamento)
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Registrato: 8 mesi fa
Post: 60
02/02/2020 2:00 pm  

Il Mercato dell’Economia sociale che Trame di Comunità vuole sviluppare trova un precedente importante in una serie di iniziative intitolate Mercato contadino realizzate dalla Comunità rurale diffusa. La ricostruzione e l’analisi delle esperienze realizzate in questo ambito costituisce un’acquisizione propedeutica, opportuna e necessaria, per il Mercato dell’Economia sociale che si vuole strutturare.

Con finanziamento sui Fondi strutturali (PSR) si sono realizzate iniziative al Palazzo dei Sette nel centro di Orvieto (Il pasto del posto). Hanno suscitato un buon interesse di pubblico e dei produttori: le produzioni della Comunità rurale diffusa hanno avuto occasione di mercato nel salotto buono della città.

Proprio il successo ottenuto porta a riflettere sul rischio che l’operazione diventi troppo di nicchia. In questo senso si danno come azioni complementari sia le visite alle aziende produttrici, sia le uscite in altre piazze: di Orvieto e dei comuni dell’area.

Qualsiasi iniziativa si decida di intraprendere deve in ogni caso avere una sua fisionomia riconoscibile e una sua costanza di accadimento.

Il Mercato dell’Economia sociale deve essere consapevole delle caratteristiche del “neo-ruralismo” che si esplica nella Comunità rurale diffusa. I Mercati contadini, come anche Il Mercato dell’economia sociale devono e possono essere accoglienti (nel senso del socialmente inclusivo), occasioni di relazioni sociali, festosi, culturalmente stimolanti nell’accezione ampia del termine cultura.

In questa prospettiva si è riscontrata la disponibilità dell’Istituto professionale per l’agricoltura e l’ambiente di Fabro che ha già realizzato diversi laboratori con i suoi studenti i quali potrebbero diventare agenti di educazione al consumo consapevole.

La Bottega del commercio equo e solidale sottolinea l’importanza di aprire la prospettiva verso le dimensioni “esotiche” della produzione e della commercializzazione basate sul Fairtrade. Ha già esperienza di positiva sinergia con i Mercati contadini.

La condotta Slow-Food ha sue reti di ricerca e di produzione per alimenti e cibi locali e casi di studio sull’opportunità di strutturare un format.

Oasi agricola pone l’attenzione sul ruolo che possono giocare gli orti urbani e sociali, in termini di integrazione sociale, se calibrati alla prospettiva indotta dall’esistenza di un Mercato dell’economia sociale.

Strumentalmente al Mercato dell’Economia sociale potrebbe essere calibrata anche l’esperienza dei Gruppi di Acquisto Solidale e una strategia di utilizzo degli esuberi della produzione soprattutto orticola che potrebbe alimentare una “cucina popolare”.


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ClaudiaC
(@claudiac)
New Member
Registrato: 8 mesi fa
Post: 4
10/02/2020 11:12 am  

Vorrei aggiungere alcuni punti importanti riguardo l'attività di Slow Food:

il format di cui si parla nel post iniziale è il MERCATO DELLA TERRA che è una realtà molto ben consolidata che si compone di ben 69 mercati in tutto il mondo. Il vademecum per l'apertura di un Mercato della Terra è scaricabile dal seguente link. Vi invito a dargli un'occhiata e a riflettere sul fatto che si tratta di una grande opportunità anche per la futura sostenibilità del progetto inserito in Trame di Comunità anche dopo la fine del periodo di impegno. Abbiamo tutto il necessario per farlo partire tenendo conto che in Umbria ci sono esempi che durano già da diversi anni. Gli organizzatori del Mercato della Terra di Umbertide ci hanno invitati a visitarli proprio per avere un confronto e farci vedere come funziona.

I produttori sono i protagonisti e Slow Food si occupa di organizzare eventi di promozione, diffusione di conoscenza e valorizzazione dei prodotti locali. Intorno a questi mercati esistono dei veri e propri tour internazionali pianificati da persone che amano organizzare viaggi attraverso le realtà contadine dei luoghi che visitano e si appoggiano a Slow Food in quanto marchio di garanzia.

Spero di aver dato un ulteriore spunto di riflessione e di avere un vostro feedback.

A presto

Claudia Consalvo, fiduciaria Slow Food Orvieto


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ClaudiaC
(@claudiac)
New Member
Registrato: 8 mesi fa
Post: 4
10/02/2020 10:03 pm  

Vorrei segnalare che in un tratto del report scritto dal coordinamento, c'è una sovrapposizione di gruppi:

"Con finanziamento sui Fondi strutturali (PSR) si sono realizzate iniziative al Palazzo dei Sette nel centro di Orvieto (Il pasto del posto). Hanno suscitato un buon interesse di pubblico e dei produttori: le produzioni della Comunità rurale diffusa hanno avuto occasione di mercato nel salotto buono della città.

"Terre di Orvieto" è un partenariato pubblico privato, composto dal Comune di Orvieto e dodici aziende agricole del territorio, nato per valorizzare e promuovere le eccellenze agroalimentari locali di filiera corta. Le aziende che ne fanno parte sono Sartago, Cardeto, Castello di Monte Giove, Janas, La goccia, Ma'Falda, az. agr. Arnaldo Rutili, az. agr. Danilo Basili, Casa Vespina, Casa Parrina, Secondo Altopiano, Cantine Scambia. L’iniziativa di degustazione “Il Pasto del Posto” è promossa e coordinata dal Comune di Orvieto e finanziata dal Piano di Sviluppo rurale della Regione Umbria intervento 16.4.2.1attività promozionali a raggio locale connesse allo sviluppo delle filiere corte e dei mercati locali 

"Comunità Rurale Diffusa" (CRD)è il nome che si è dato un gruppo di persone che ha trovato soddisfazione nel lavorare insieme e alimentare relazioni incentrate sulla solidarietà e il mutuo aiuto. Prossimità geografica (un territorio non troppo esteso con al centro il lago di Bolsena), affinità di intenti e amicizia hanno permesso questa nascita spontanea. Non ci sono obblighi di alcun tipo, ma l’opportunità di una vita basata sul sostegno reciproco, lo scambio di energie, beni e competenze, e su un’idea di fare gruppo in cui le attività fatte insieme sono la principale spinta di aggregazione. La CRD è un gruppo informale, privo di struttura giuridica e aziendalistica, e tale intende restare. 

Le due realtà non si sovrappongono se non per il fatto che un 2-4 aziende partecipano al mercato dell'una e dell'altra. Sono comunque due iniziative che partendo da un punto completamente diverso stanno avendo un grande successo che ha dato modo di consolidare le relazioni tra produttori. La prima istituzionale, la seconda generata spontaneamente dalla volontà di alcune persone che credono nella cooperazione.

Riprendendo quanto da me scritto nella precedente risposta, si potrebbero integrare tutte le diverse organizzazioni e fare un grande gruppo di partecipazione sotto il cappello di Trame di Comunità con il "Mercato dell'Economia Sociale" pur mantenendo le identità di chi partecipa attivamente (CRD, Terre d'Orvieto, Oasi, Equo e Solidale, Mercato della Terra, Agrario di Fabbro... ).

Più partecipazione, più prodotti, maggiore diversità di offerta anche dello stesso prodotto, più ricchezza! 🙂 

Sempre Claudia Consalvo, fiduciaria Slow Food Orvieto

 


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